Odino e l’Appeso.

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«Veit ek, at ek hekk                                                      «Lo so io, fui appeso
vindgameiði á                                                                 al tronco sferzato dal vento
nætr allar níu,                                                                per nove intere notti,
geiri undaðr                                                                    ferito di lancia
ok gefinn Óðni,                                                               e consegnato a Odino,
sialfur sialfum mér,                                                       io stesso a me stesso,
á þeim meiði                                                                   su quell’albero
er manngi veit                                                               che nessuno sa
hvers af rótum renn.»                                                  dove dalle radici s’innalzi.»

Edda poetica – Hávamál – Il Discorso di Hár

 

Avevo già affrontato la figura misteriosa dell’Appeso nei Tarocchi in questo articolo (link cliccando QUI) ma non avevo ancora accennato a questo paragone.

Nell’Edda, come si può leggere, Odino, il padre degli Dèi, si sacrifica appeso ad Yggdrasill, l’albero cosmico che tutto collega. Sappiamo bene quanto Egli sia disposto al fine di apprendere la conoscenza suprema. Si sacrifica due volte: la prima perdendo un occhio nella fonte di Mimìr e la seconda sacrificando sé stesso a sé stesso.

Probabilmente non era affatto speciale come i suoi occhi promettevano, anzi, probabilmente era come tutti gli altri.

Entrambe queste figure possono vedere il mondo da una diversa prospettiva, in grado di donare loro una conoscenza più ampia di ciò che li circonda. Non esiste una vera e propria storia dell’Appeso ma possiamo dire che si presenta a noi e resta fintanto ci occorre il suo aiuto e la sua presenza. Sappiamo invece bene che Odino rimase appeso per nove giorni e nove notti, trafitto dalla lancia ed immolato a sé stesso.

Odin and the Hanged Man: Time to Face the Fear

Alla base delle due figure troviamo il SACRIFICIO come atto dovuto e sentito. Quando cerchiamo di raggiungere qualcosa e ci lamentiamo spesso di quanto la strada che stiamo percorrendo sia difficile, proviamo a fermarci. Chiudiamo gli occhi e pensiamo che il sacrificio, in tal senso, è necessario per giungere con più solidità mentale e gioia alla nostra destinazione.

-Isy

 

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