Intervista a Der Viking Tattoo

Benvenuto sul blog de Il Sasso della Strega e grazie per aver accettato questa piccola intervista Matteo. Sono stata felice di conoscerti di persona e anche per aver scelto di farmi tatuare da te.

Ho vissuto quella giornata insieme come una sorta di battesimo runico e ho pensato che valesse davvero la pena farti conoscere da chi segue il mio Blog.
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Partiamo dagli albori…come ogni tatuatore, hai avuto un punto zero dal quale partire ed evolverti. Immagino tu non abbia da subito iniziato con il tatuaggio norreno. Ti va di raccontarci quando e come è iniziata la tua carriera?
M – Ciao, e grazie per questa intervista.
Allora, fin della più tenera età ho sempre avuto un interesse particolare per il disegno in generale. Ho sempre osservato con curiosità i tatuaggi, che a quel tempo non erano diffusi come lo sono oggi, specie nella realtà provinciale dalla quale provengo.
Il primo tatuaggio lo feci su me stesso a 14 anni, utilizzando degli aghi da cucito di mia madre imbevuti nella china… Ed era bruttissimo! Ahahah!
Col tempo il mio interesse per il tatuaggio cresceva sempre di più e desideravo imparare a tatuare, ma dovetti aspettare fino al 2015 per potermi compare l’attrezzatura e quindi eseguire un vero e proprio tatuaggio a macchinetta.
È un percorso difficile che richiede tantissimo impegno, dedizione e tanto sacrificio.
Il tuo stile norreno tradizionale eseguito a mano è senz’altro molto particolare. Necessita di grande studio e soprattutto grande conoscenza delle tradizioni nordiche.
Ad oggi hai allievi? Hai mai pensato di tramandare il tuo sapere ad altri? 
M – Al momento non ho mai pensato di avere degli allievi. Anche perché ritengo me stesso un allievo. Ho ancora moltissimo da imparare, e poi come dice un antico detto orientale: “Nel coltivare se stessi non esiste la parola – fine-“…
Momento che vale la pena raccontare per divertire chi ci legge. Mentre Matteo mi tatua si avvicina questa ragazza e gli chiede: “Cos’è? Un giapponese?”
Ora, che il mondo nordico sia abbastanza underground lo sappiamo entrambi ma da qui a scambiarlo per un giapponese ce ne vuole direi! Queste situazioni divertenti ti capitano spesso?
Hai ogni volta pazienza di spiegare ciò che fai o ci fai su una risata (con bestemmia mentale annessa)? 
M – In realtà questo tipo di tatuaggio a molti non piace e soprattutto non viene capito a livello concettuale e spirituale.
Alcuni lo giudicano troppo grezzo, per altri è fuori moda, per altri è anti cristiano… Insomma, è molto particolare.
In ogni caso situazioni in cui mi vengono fatte domande che fanno un po sorridere capitano, ma cerco sempre e comunque di spiegare nel dettaglio ciò di cui mi occupo. Noto con piacere che il mio lavoro è preso sul serio e vedo che spesso nasce un bel rapporto di fiducia da parte di chi tatuo. Laddove vedo insicurezza e titubanza nel cliente, non eseguo il tatuaggio. Quello del tatuatore è un lavoro che richiede un grande senso di responsabilità.
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Mi trovi totalmente d’accordo. Vorrei passare a qualche domanda più profonda. Nel momento in cui tatui fai da tramite, un po come accade a me in Divinazione. Che emozioni percepisci quando tatui delle Rune? Cambiano da persona a persona o la sensazione è legata alla Runa specifica?
M – Domanda interessante. Quello che percepisco varia da persona a persona, ed è sempre interessante vedere la reazione e sentire le vibrazioni dei clienti durante l’esecuzione del tatuaggio Runico.
La più grande soddisfazione per me è quando un cliente è contento del mio lavoro e ne apprezza il contenuto.
Oltre ai tatuaggi però c’è di più… qual è stato il tuo primo contatto con il mondo nordico? Segui anche le festività e le tradizioni nordiche nella tua vita? 
M – L’interesse per la cultura Nordica nacque la prima volta che vidi le Rune tatuate sul collo di un vecchio amico. Da quel momento iniziò un lungo percorso di studio che nel tempo mi ha portato ad intraprendere un vero e proprio percorso evolutivo personale.
Osservo le antiche tradizioni e le ricorrenze pagane e cerco sempre di avere il massimo rispetto per la natura ed i suoi cicli.
Hai due Rune tatuate sul volto che immagino siano quelle a te più affini o utili in base ai momenti che ti si presentano ma se potessi sceglierne soltanto una tra tutte, quale sarebbe e perché.
M – Si, tra le tante Rune che ho tatuato sul corpo sono molto legato a Thurs.
Ma il perché non te lo dico, è molto personale. Ahahah.
Lo capisco! Spesso chi si tatua Rune lo fa con una motivazione molto personale. Per me è stato lo stesso quando sono venuta da te. Ma se ti chiedessi…da un tuo punto di vista, distinguersi dalla massa come ad esempio possiamo essere noi tatuati, lo vedi più come un pregio o un difetto?
M – Distinguersi dalla moltitudine sempre e comunque. Ogni uomo è, e deve essere unico secondo me. Purtroppo però vedo che il tatuaggio è diventato di moda, e di conseguenza ha perso la cosa più importante:il significato. Dall’alba dei tempi l’uomo si è sempre tatuato con uno scopo preciso. Oggi vedo tantissimi ragazzini tatuati con addosso degli scempi insignificanti, per lo più sul collo o in faccia.. E perché? Perché secondo loro fa “figo”, fa “gangster”.. Oppure vogliono somigliare a qualche cantante o calciatore.. Il problema è questo, pare che oggi l’apparire conta più dell’essere.
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C’è un consiglio che vorresti dare a chi si vuole avvicinare al mondo nordico? Consiglieresti mai, ad esempio, di unirsi a qualche gruppo religioso o opteresti per il “meglio da soli”?
M – Per esperienza personale, non mi piacciono i gruppi religiosi. Una persona dovrebbe essere in grado di scegliere da se il proprio percorso e come affrontarlo.
Purtroppo in giro ci sono molte realtà fuorvianti, il cui operato dista molto dagli antichi Culti Eteni.
Fin troppe oserei dire, ma questa è un’altra storia!
Domanda pazza : se vincessi alla lotteria e diventassi milionario, quale sarebbe la prima cosa che faresti? Domanda all’apparenza idiota ma le nostre azioni e volontà rivelano molto di noi stessi.
M – Credo che li utilizzerei per l’ambiente e per valorizzare i siti archeologici all’abbandono, che in Italia sono tantissimi.
Dopodiché sparirei sulle mie montagne e tanti saluti a tutti… Se vorreste tatuarvi dovreste arrampicarvi sugli impervi sentieri della Val Chiavenna.
A proposito del farsi tatuare, se qualcuno che legge questo articolo fosse interessato a farsi fare un tatuaggio da te, dove ti può trovare prossimamente? 
M – Io sono resident presso il Banana Tattoo Studio, in provincia di Viterbo. Spesso sono nella mia città natale, Lecco, presso Inkfernal tattoo.. E poi per le convention : quest anno sarò a Piacenza, Lecce, Roma, Senigallia, ecc. 

Sul mio profilo Instagram e sulla mia pagina Facebook pubblico sempre tutte le mie tappe.
Ti ringrazio per esserti prestato a questa intervista Matteo. A presto!

M – Grazie molte per questa piacevole chiacchierata! A presto.

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